Femminilità vs Indipendenza

È vero che le donne indipendenti fanno paura? Essere indipendente significa rinunciare alla propria femminilità, e quindi ad un compagno o ad avere una famiglia?

In occasione della festa delle donne, ripropongo l’argomento di un articolo che avevo letto esattamente un anno fa, di Francesca di Pietro per viaggiaredasoli.net.

Mi era piaciuto, tanto quanto mi aveva fatto riflettere.

Vediamo cosa vuol dire “essere indipendente” per Francesca.

[…]Si associa l’indipendenza alla solitudine, ma perché facciamo questo sillogismo solo quando è una donna?

Non so voi in ufficio ce l’avete un mega direttore? Lo considerate uno indipendente e con le palle? È sposato? E allora perché un uomo può essere indipendente e aver voglia di condividere la vita con una persona e se invece trovate una donna indipendente lei di sicuro è un’arpia che odia i bambini e ha pensieri più alti che svegliarsi tra le braccia del suo uomo?

Perché per le donne amore e indipendenza sono in antitesi?

E ora non ditemi che esistono coppie felici di donne indipendenti con uomini fantastici, perché è ovvio! Io sto parlando di una associazione di idee. Quando ho aperto questo sito mi dicevano “viaggiare da soli è da sfigati” e ora a quanto pare sembra non lo sia più. Ora quando parlo della mia vita o di come sono molte delle mie amiche mi dicono “Va be ma una come te non si sposerà mai.

Ma perché scusa cosa c’entra?

Indipendente vuol dire che non dipendi da altri, che se devi fare una cosa impari a farla così non la chiedi più in giro, non vuol dire che vuoi stare da solo, quello è un sociopatico.

Le persone hanno tutte gli stessi desideri profondi, non importa che siano uomini, donne, gay, presidenti del consiglio, il cuore fa lo stesso rumore, fa male allo stesso modo perdere la persona che ami, e ti da la stessa gioia vedere tuo figlio che ti prende la mano.

Il concetto che manca è che l’indipendente sceglie sulla base di un desiderio non di una necessità.

l’indipendente sceglie sulla base di un desiderio non di una necessità

Una donna indipendente non si sposa perché così non sta da sola, non si fidanza perché così al paese smettono di pensare che sono lesbica, non ha bisogno di un accompagnatore per andare ad un matrimonio, ad una cena di gala o in viaggio, lei sceglie la persona giusta che l’accompagni.

Si sceglie una cosa che si desidera quando sai che puoi anche farne a meno, ma non vuoi farne a meno, questa è la differenza.

Basta con sta storia che la donna indipendente non vuole una famiglia e che è poco seria, ci sono mille donne molto molto dipendenti che non vogliono figli e sono poco serie. L’indipendenza non è un carattere predittivo del desiderio d’amore, così si direbbe se fosse una ricerca psicosociale.

Ogni persona sana ha voglia di sentirsi amata e ha voglia di perdersi nell’altro. […]

Ecco: scegliere di affidarsi, scegliere perché la persona che hai davanti non è una qualsiasi è quella che ami, quella che hai pescato tra le migliaia che hai incontrato nella tua vita, ecco per me questo è l’amore del terzo millennio.

Gli incontri ti cambiano, la vita ti cambia, non si desidera sempre lo stesso, non si mette davanti il trekking del pacifico ogni volta, per qualcuno si prende l’aereo dall’Argentina e si torna indietro prima di quanto avevi programmato, perché una indipendente lo può fare.


Come ho già detto, l’articolo mi è piaciuto tanto

Credo sia un dovere verso noi stessi ricercare l’indipendenza, nel senso di “non avere bisogno” e di poter scegliere secondo un desiderio – e questo non è in contrasto con altri desideri, di amore, di famiglia, ma ci rende liberi e pronti a delle relazioni mature, a sostenere, a prenderci cura.

Ma la donna indipendente, fa paura? Io questo non lo so; penso, però, che la parola “indipendente” vada valutata con intelligenza: un conto è essere “emotivamente indipendenti”  (processo di separazione-individuazione? Attaccamento sicuro? ..Maledetti psicologi!), caratteristica che può appartenere a chiunque indipendentemente dal ruolo che si ricopre nella società; Altra questione, invece, è possedere le “caratteristiche” comunemente associate all’essere indipendente – lavorare, essere una persona di successo, allevare i figli da sola, viaggiare in giro per il mondo , ecc. – perchè in questo caso possiamo sapere ben poco di come potrebbe essere relazionarsi con la persona che possiede queste caratteristiche.

Questa è una mia riflessione..  ma voi cosa ne pensate?

Per una donna essere indipendente significa essere “meno femminile”? 


Riferimenti:
  • http://www.viaggiaredasoli.net/femminilita-vs-indipendenza-perche-deve-sempre-essere-una-scelta/

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Autore dell'articolo: Matteo Stievano

Dottore in Psicologia, laureato all’Alma Mater di Bologna.