Il mistero della Coscienza umana: Nuove scoperte.

Traduzione ed editing dell’Articolo originale di H. Thomson, pubblicato su NewScience – Lo trovate integrale QUI.


IN BREVE: Alcuni ricercatori sembra abbiano scoperto un’area, il Claustro (o Claustrum), che probabilmente funge da crocevia per tutte le nostre percezioni, e che da vita alla coscienza. La scoperta sembra essere molto promettente e, se individuata negli animali o nei feti ad esempio, potrebbe anche dare vita a numerose domande etiche. Dobbiamo fare attenzione, però, poichè lo studio è stato condotto su un singolo caso al momento e ci vorranno anni per studiare meglio questa area nelle profondità del nostro cervello. Ad oggi, 2017, le specifiche funzioni del Claustro rimangono sconosciute.


Il mistero della Coscienza umana: Nuove scoperte.

Un momento sei cosciente, quello dopo non lo sei più. Per la prima volta, i ricercatori hanno spento la coscienza, stimolando elettricamente una singola zona del cervello.

Gli scienziati indagano la funzione delle diverse aree del cervello da oltre un secolo, spesso esplorando la loro funzione disattivandole , tramite elettrodi, temporaneamente. Nonostante questo, non sono mai stati in grado di spegnere la coscienza – almeno fino ad ora.

Anche se è stato testato in una sola persona, una nuova scoperta suggerisce che una singola area – il “Claustro”, in italiano – potrebbe essere fondamentale nel combinare in modo unitario pensieri, sensazioni ed emozioni. Questo ci porta un passo più vicini a rispondere a un problema che ha fatto dannare scienziati e filosofi per millenni – ovvero “come nasce la nostra consapevolezza cosciente”.

La chiave nascosta

29762701.jpg“Localizzato nelle profondità del nostro cervello, il Claustro potrebbe legare assieme le nostre percezione in un tutto unitario.”

Le teorie a riguardo sono tante, ma la maggior parte sono d’accordo sul fatto che la coscienza deve coinvolgere l’integrazione di attività da diversi network del cervello, permettendoci di percepire il nostro ambiente come un tutto unitario, piuttosto che formato da isolate percezioni sensoriali.

Un sostenitore di questa idea è stato Francis Crick, un pioniere delle neuroscienze, che all’inizio della sua carriera individuò la struttura del DNA. Pochi giorni prima di morire nel luglio 2004, Crick stava lavorando su un documento che suggerisce che la nostra coscienza ha bisogno di qualcosa di simile ad un direttore d’orchestra per legare insieme tutte le nostri diverse percezioni interne ed esterne.

Con il suo collega Christof Koch, presso l’Istituto Allen for Brain Science di Seattle, ha ipotizzato che questo “direttore” dovrebbe integrare rapidamente le informazioni che arrivano (in tempi diversi) da tutte le regioni del cervello e legarle assieme. Ad esempio, le informazioni circa l’odore e il colore di una rosa, il suo nome, e il ricordo del suo significato, possono essere legati insieme in un’unica esperienza cosciente quando il nostro fidanzato/a ci regala una rosa il giorno di San Valentino.

La coppia di ricercatori ha suggerito che il Claustro – una struttura sottile, dello spessore in un foglio,   che si nasconde in profondità all’interno del cervello – si adatta perfettamente a questo lavoro.

Dopo le ultime rilevazioni, sembra proprio che Crick e Koch avessero ragione.

In uno studio pubblicato nel 2014, Mohamad Koubeissi e colleghi descrivono come sono riusciti a cambiare la coscienza di una donna spegnendo, tramite stimolazione elettrica, il sua Claustro.

La donna in questione è affetta da epilessia, e il team stava registrando segnali provenienti da diverse regioni cerebrali, mediante stimolazione elettrica profonda, per registrare segnali provenienti da diverse regioni del cervello e capire da dove potessero derivare i suoi attacchi. Un elettrodo era stato posizionato casualmente accanto al Claustro, un’area che non era mai stata stimolata prima.

Quando la squadra elettrizzò la zona con impulsi elettrici ad alta frequenza, la donna perse conoscenza: Smise di leggere e guardò fisso nel vuoto, non rispose più ai comandi uditivi o visivi e il suo respiro rallentò. Appena la stimolazione venne interrotta, riprese subito coscienza, senza ricordarsi dell’evento. La stessa cosa è successa ogni volta che l’area è stata stimolata nel corso dei due giorni di esperimenti.

Per avere conferma che si trattasse della coscienza della donna e non solo della sua capacità di parlare o muoversi, il team le chiese di ripetere la parola “casa” o di schioccare le dita, prima dell’inizio della stimolazione. Se la stimolazione avesse disturbato una regione del cervello responsabile del movimento o del linguaggio, la donna avrebbe smesso di muoversi o di parlare quasi immediatamente. Invece, a poco a poco iniziò a parlare più lentamente o a spostarsi sempre meno, fino a che non è andata alla deriva in uno stato di incoscienza. Dal momento che non vi era alcun segno di attività cerebrale epilettica durante o dopo la stimolazione, il team è sicuro che non era un effetto collaterale di una crisi.

Koubeissi pensa che i risultati effettivamente suggeriscano che il Claustro svolge un ruolo fondamentale nel dirigere l’esperienza cosciente.

“Lo paragonerei ad una macchina”, dice. “Una macchina sulla strada ha molte parti che facilitano il movimento – il gas, la trasmissione, il motore – ma c’è un solo punto in cui si gira la chiave e tutto si accende e si lavora insieme. Così, mentre la coscienza è un processo complicato creato tramite molte strutture e reti – forse abbiamo trovato la chiave “.

Sveglia, ma “priva di sensi”

Contro-intuitivamente, la squadra di Koubeissi ha scoperto che la perdita di coscienza da parte della donna,  era associata ad un aumento dell’attività elettrica, o di onde cerebrali, nelle regioni frontali e parietali del cervello, che rendono possibile la consapevolezza cosciente.

Anil Seth, che studia la coscienza presso l’Università del Sussex, UK, avverte che dobbiamo essere cauti quando interpretiamo un comportamento da un singolo caso di studio. Alla donna mancava parte dell’ippocampo, che è stato rimosso per trattare l’epilessia: per questo il suo cervello non rappresenta un cervello “normale”.

Tuttavia, egli sottolinea che la cosa interessante di questo studio è che la persona era ancora sveglia. “Normalmente quando studiamo gli stati di coscienza, confrontiamo la veglia al sonno, o il coma con lo stato vegetativo.  […] Così, anche se si tratta di un singolo caso clinico, è potenzialmente informativo riguardo ciò che succede quando si va a modulare selettivamente la coscienza.”

In ultima analisi, se sappiamo come si forma la coscienza e quali parti del cervello sono coinvolte, allora possiamo capire chi ce l’ha e chi non ce l’ha, sostiene Koch.

“Un gatto o un cane o un lombrico, hanno una coscienza? E che cosa dire dei feti?

Questo studio è incredibilmente interessante, ma è solo un mattone del grande edificio della coscienza, che stiamo cercando di costruire “.

Ad oggi, 2017, l’esatta funzione del Claustro rimane sconosciuta.

 


Bibliografia:

Riferimenti:

  • (ARTICOLO ORGINALE) https://www.newscientist.com/article/mg22329762-700-consciousness-on-off-switch-discovered-deep-in-brain/#.U7dJq_ldWiV

Autore dell'articolo: Matteo Stievano

Dottore in Psicologia, laureato all’Alma Mater di Bologna.