Consulenza psicologica online: Giusto o sbagliato?

Consulenza psicologica online: Giusto o sbagliato?

Mi sono avvicinato a questo mondo da poco e, pur avendo conseguito una laurea in psicologia e seguito corsi su etica e deontologia, nessuno mi aveva mai parlato della quantità e varietà di siti e metodi utilizzati per fornire consulenza psicologiche online, nè qualcuno ha espresso la sua opinione su tali pratiche.

Iniziamo a vedere di che cosa si tratta

Negli ultimi anni, potremmo dire dal 2012 in poi, si è visto un aumento vertiginoso nel numero di siti web che forniscono Consulenze psicologiche online.

Dalle “Raccomandazioni del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (CNOP), sulle prestazioni psicologiche attraverso tecnologie di comunicazione a distanza” leggiamo:

Lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione a distanza e la loro rapida diffusione hanno aperto anche agli psicologi la possibilità di una loro utilizzazione non solo a fini di informazione o di pubblicità, ma per fornire prestazioni professionali.[…]

[…] Anche in Italia [il] contesto informatico comincia ad essere oggetto di sperimentazione, di osservazione e di ricerca per una serie di ragioni che interessano […] l’esercizio della professione, [cosa che] solleva numerosi interrogativi di natura metodologica e deontologica, che è opportuno raccogliere e valutare perché interessano la psicologia e le ricadute professionali che ne derivano.

Linee Guida per le Consulenze Online

Dopo queste prime “osservazioni”, che trovate complete nel sito del CNOP, sono state rilasciate dallo stesso delle vere e proprie linee guida per l’utilizzo di tali metodiche, che si basano essenzialmente sul Codice Deontologico degli Psicologi. Potete leggere le Linee Guida DA QUI in versione integrale.

La realtà è che non dicono poi molto su come effettivamente vengono realizzati questo tipo di interventi.

Basta, invece, digitare su GoogleConsulenza psicologica online” per avere innanzitutto  una panoramica dell’ampiezza del fenomeno: solo nella prima pagina ci sono ben 6 link sponsorizzati(!), il che ci da una prima informazione su quanto gli psicologi e le organizzazioni stiano puntando su questo tipo di servizi. Un altro dato interessante è che il motore di ricerca conta ben 173MILA risultati.

Voi direte – non saranno mica tutti siti di psicologi e organizzazioni – beh, se andate avanti almeno fino a pagina 10 della ricerca noterete come sia proprio così, nomi su nomi di psicologi in cerca di fortuna.

Una varietà di Portali ed “etiche” personali

Ho cliccato su diversi siti, da quelli appartenenti a singoli psicologici, a quelli di affermati psicoterapeuti, fino ad arrivare a vere e proprie aziende in cui team di psicologi sembrano essere a tua disposizione 24h su 24h.

La cosa più evidente è l’incredibile varietà di proposte e metodiche.

Entrando su tutti i siti che troviamo nella prima pagina della ricerca vediamo che: c’è chi cita le “linee guida” e sottolinea che l’intervento “non ha fine terapeutico”, chi sceglie una via di mezzo scrivendo che nel corso delle sedute si arriverà a scegliere se l’intervento è giunto al termine, può proseguire a distanza oppure c’è bisogno di un’incontro fisico tra le persone, e ancora altri i quali  parlano di “sedute”, di cui una prima gratuita durante la quale si decideranno tempo e costi delle successive.

Un panorama alquanto eterogeneo quindi, con caratteristiche di omogeneità che convergono principalmente su due punti:

  • Le problematiche per cui si può ricorrere a questi servizi – praticamente tutte, sono rarissimi i siti “specializzati” nel trattamento di determinati disturbi. La vaga caratteristica di “assessment” (identificare il tipo di percorso terapeutico adatto) del servizio, unita al fatto che questi siti si avvalgono spesso di vere e proprie equipe di psicologici, fa si che si invitino tutti gli utenti, indipendentemente dalla difficoltà rilevata, ad usufruire del servizio.
  • I costi, che, dove elencati, si aggirano indicativamente intorno ai 30-35€ per 45min di colloquio su Skype o 2-3 battute tramite email.

Quali sono i vantaggi di una consulenza psicologica online?

Se fin qui ciò che ho scritto potrebbe non far ben sperare, vediamo, invece, quali sono i vantaggi di tali metodiche. Cito testualmente il sito psicologi-online.it, che mi sembra tra i più chiari su questo punto:

  1. Permette un supporto immediato (praticamente a qualsiasi ora);
  2. È conveniente e poco costosa sia per i pazienti che per lo psicologo/terapeuta in quanto vi è una riduzione dei tempi e dei costi (meno spostamenti, meno costi di affitto degli studi e di conseguenza consulenze più economiche);
  3. È utile come primo step per individuare l’intervento più adatto;
  4. È un servizio che rimane sempre a disposizione anche del paziente impossibilitato a muoversi da casa;
  5. Permette di migliorare l’integrazione di diversi servizi o di fare da ponte in periodi critici di attesa per l’avvio di un trattamento;
  6. È utile come approccio “after care” per offrire sostegno e riduce il gap tra la dimissione del trattamento residenziale e la vita quotidiana;
  7. È utile come approccio preventivo, per informare e sensibilizzare le persone a ridurre i problemi prima che sfocino in sindromi (es. dca);
  8. Il tempo di risposta a disposizione aumenta le riflessioni e la possibilità di introspezione,perché il solo fatto di scrivere rispetto ai propri problemi o conflitti (riferito ad esempio alla consulenza via mail o via chat) aiuta a “distaccarsi” dalle problematiche e favorisce l’elaborazione di queste;
  9. Il colloquio rimane sempre a disposizione del paziente (nel caso della chat rimane scritto, nel caso della audio/video consulenza, può essere registrata). Anche il terapeuta, al termine della seduta può rileggere il testo per effettuare ulteriori riflessioni su aspetti ai quali non si era prestato attenzione nel corso della sessione;
  10. La “presenza virtuale” favorisce l’espressione delle proprie problematiche diminuendo la resistenza.

Concludendo

Allora, consulenza psicologica online Sì o No?

Sicuramente c’è ancora tanto da fare, a livello di ricerca in primis, e poi di controllo e regolamentazione delle procedure. D’altro canto è eccitante vedere quante nuove possibilità ci danno i “nuovi mezzi di comunicazione”.

Mezzi di comunicazione, nuovi, che devono essere perfezionati, ma che hanno il potere di far comunicare, appunto, “mettere in contatto”, interrompere l’isolamento in cui spesso le persone con difficoltà affettive si trovano.

L’importante è sempre stare in guardia da ciò che “non serve”.

Qualsiasi tipo di consulenza o seduta, fisica o digitale, messa in atto senza le dovute competenze non serve – se notiamo un sito web malfatto, difficile da usare o brutto da vedere, come possiamo pensare che le persone che ci lavorano abbiano la competenza di aiutarci online? È la stessa cosa di entrare in uno studio mal pensato. Attenzione anche ad informarsi sulle qualifiche della persona che si ha di fronte, che come previsto dal codice deontologico devono essere mostrate in fase di conoscenza.

La psicologia tratta le emozioni, i rapporti, il “vivere” inteso nella sua più grande complessità, e chiede alle persone di essere attive – attive anche nella scelta del percorso più adatto a loro!

Non bisogna avere paura delle nuove possibilità, ma informarsi e dare il proprio contributo per migliorarle.

di Matteo Stievano


Riferimenti:

  • http://www.psy.it/ –  Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi
  • www.psicologi-online.it/
  • Google.it

Autore dell'articolo: Matteo Stievano

Dottore in Psicologia, laureato all’Alma Mater di Bologna.