Sindrome da Alienazione Parentale

Ho letto un articolo molto bello sull’argomento e lo riporto per intero, così com’è stato scritto da:

“La Mente Meravigliosa”  – Link all’articolo originale –


La sindrome da alienazione genitoriale

La sindrome da alienazione genitoriale (o PAS, acronimo di Parental Alienation Syndrome) si caratterizza principalmente per il rifiuto, ingiustificato, di uno dei due genitori da parte di un figlio. L’aspetto particolare di questa sindrome è che questo sentimento non si sviluppa in maniera “naturale”, ma è “programmato” dall’altro genitore con cui il bambino convive o passa la maggior parte del tempo.

Fondamentalmente, i bambini vengono usati dal genitore, il quale li allontana dall’altro ignorando il danno psicologico che questo comporta. Ecco perché molti si chiedono: “È possibile che un genitore utilizzi in maniera indiscriminata un figlio con l’unico scopo di cercare vendetta o di arrecare danno all’altro genitore?”

Sviluppo della PAS: madre vs padre

Solitamente, questo disturbo sorge in situazioni di separazione o divorzio, dove è in gioco la custodia fisica e morale dei figli. Il genitore responsabile del/la figlio/a (genitore “alienante”) passa la maggior parte del tempo ad incitare il figlio a denigrare e provare sentimenti di odio e rifiuto verso l’altro genitore (genitore “alienato”).

 

Il genitore alienante interpreta il ruolo di vittima di fronte ai figli, scaricando la colpa della separazione sull’altro genitore, facendo sentire i figli come dei traditori se volessero avere rapporti con il genitore rifiutato. In questa patologia, il genitore alienante fa un vero e proprio “lavaggio del cervello” al proprio figlio o figlia, che arriva al punto di mentire o a dichiarare il falso contro il genitore alienato per non perdere l’affetto del genitore con cui vive.

Conseguenze psicologiche e fisiche della PAS

Nella sindrome da alienazione genitoriale, il genitore alienante è consapevole delle sue azioni e dell’effetto che hanno sull’ex coniuge. Tuttavia, ignora che usare il figlio per ferire l’altro genitore lasci cicatrici irreparabili per quanto riguarda il benessere del figlio. Il bambino, quindi, può sviluppare gravi disturbi del comportamento perché la sua capacità di ragionamento è stata manipolata.

 

Vediamo ora quali danni manifestano i bambini che vivono in situazioni di questo tipo:

Alterazioni nella stabilità emotiva: è una delle principali conseguenze della PAS, caratterizzata da un sentimento di ansia e stress che alcuni bambini manifestano quando sono con il genitore alienato (quello da cui sono stati “allontanati” emotivamente).

Disturbi nelle abitudini quotidiane, come l’alimentazione e il sonno: il bambino si sente confuso ed è incapace di affrontare la situazione. Questo stato d’animo non gli permette di riposare o di mangiare adeguatamente.

Disturbi del comportamento: che si riflettono in un aumento dell’aggressività negli atteggiamenti verso gli altri. I bambini si comportano in questo modo per attirare l’attenzione o manifestare le emozioni che non possono esprimere liberamente.

 

Come trattare la PAS?

Gli esperti raccomandano di non interrompere i rapporti tra il figlio e il genitore alienato. Questo evita che la relazione genitore-figlio si estingua del tutto. Allo stesso modo, si consiglia di non rimproverare o criticare il comportamento del bambino, si rischierebbe solo di aggravare la sindrome da alienazione genitoriale.

Come è logico, una soluzione definitiva per la sindrome da alienazione genitoriale dipende principalmente da un cambiamento nella mentalità da parte del genitore alienante. Questo cambiamento comporta un riavvicinamento tra il figlio e il genitore alienato, i quali torneranno ad avere il rapporto stabile che il genitore alienante ha sempre negato. Di solito, cambiare mentalità non è facile, motivo per cui si rende necessaria l’assistenza psicologica per il genitore alienante e, meglio ancora, per tutti i membri della famiglia coinvolti, sia adulti sia bambini.

Manipolare un bambino è inaccettabile, senza eccezioni, soprattutto quando è in gioco la sua stabilità emotiva e psicologica. Semplicemente, il fine non giustifica i mezzi.


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Riferimenti:

  • La Mente Meravigliosa – https://lamenteemeravigliosa.it/

Autore dell'articolo: Matteo Stievano

Dottore in Psicologia, laureato all’Alma Mater di Bologna.