Come cambiano le Rappresentazioni del mondo nei bambini?

Le rappresentazioni (re-ad presentare: rendere di nuovo presente) sono il risultato delle trasformazioni che il sistema cognitivo opera sull’informazione ambientale (selezionata e codificata).

I bambini sono in grado di formare rappresentazioni anche prima della nascita, già in ambiente intrauterino.

Sono predisposti non solo a selezionare e rappresentarsi la realtà esterna, ma anche a interpretare le informazioni che arrivano dall’ambiente, per creare Teorie attraverso cui inferire relazioni causali, non osservabili, che sottostanno ai fenomeni osservabili.

Creata una “teoria”, inizialmente i bambini tendono ad ignorare le prove che la smentiscono e oppongono resistenza ad abbandonarla. Quando le contro-evidenze (ambiente) continuano ad aumentare, il bambino è costretto a ridescrivere e riformulare la teoria intera, non solo le rappresentazioni che ne fanno parte: processo di ESPLICITAZIONE.

I bambini piccoli hanno una memoria IMPLICITA, di RICONOSCIMENTO, Procedurale: conservata a livello comportamentale, non accessibile alla coscienza. Comportamenti specifici sono automaticamente attivati dall’esposizione a cose familiari.

Lo sviluppo consiste essenzialmente nel passaggio dall’informazione implicita, presente in un’efficiente capacità procedurale, alla conoscenza più esplicita e manipolabile (dal saper fare al sapere come fare). Tra conoscenza implicita ed eplicita è importante notare che non c’è diconotimia, poichè il passaggio è caratterizzato da infinite fasi intermedie.

Secondo il modello della Ridescrizione Rappresentazionale (RR) di Karmiloff-Smith la mente umana tende a trasformare continuamente le proprie rappresentazioni al fine di renderle sempre più flessibili, manipolabili ed esplicite (accessibili alla coscienza).

Il modo tipicamente umano di sviluppare la conoscenza consiste nel trasformare l’informazione già immagazzinata (per via innata o acquisita) RIDESCRIVENDO LE RAPPRESENTAZIONI, ossia rappresentando in un NUOVO FORMATO, sempre più esplicito, ciò che le rappresentazioni esistenti già codificano.

Il processo di Ridescrizione rappresentazionale è un processo continuo di cambiamento del formato delle rappresentazioni. Il modello RR è un modello a fasi, secondo il quale, cioè, il cambiamento avviene ripetutatamente e in modo ciclico all’interno di ciascun dominio durante tutto lo sviluppo. Questo significa che in ogni momento dello sviluppo, il bambino può avere a disposizione rappresentazioni di formato diverso all’interno di diversi domini o microdomini.

Il modello RR enfatizza il concetto di “Codifica multipla”, ossia l’idea che esistano molteplici livelli a cui una stessa conoscenza viene rappresentata in ogni momento dello sviluppo e che nella mente umana esistano rappresentazioni multiple di conoscenze simili, a diversi livelli di dettaglio ed esplicitazione.

Importante, inoltre, notare come il processo di Ridescrizione Rappresentazionale, pur essendo un processo dominio-generale (che avviene allo stesso modo in tutti i domini della conoscenza), ridescrive rappresentazioni dominio-specifiche e può operare entro ciascun dominio in momenti diversi.

Lo sviluppo avviene attraverso tre fasi ricorrenti che si ripetono più volte all’interno dello stesso dominio. Lo sviluppo coinvolge in modo indipendente il cambiamento comportamentale e quello rappresentazionale:

LIVELLO i (Implicito): prima forma di conoscenza procedurale e implicita conoscenza induttiva

LIVELLO E1: “Teorie in atto”, descrizioni ridotte e più semplici rispetto a quelle implicite, meno finalizzate, più flessibili perché trasportabili in contesti diversi e manipolabili;

LIVELLO E2/E3: Rappresentazioni accessibili alla coscienza / E3: la conoscenza viene riformulata in un codice comune a tutto il sistema cognitivo, in un formato molto simile a quello linguistico, adatto ad essere comunicato in forma verbale.

Per evidenziare il cambiamento rappresentazionale nei bambini, Karmiloff-Smith conduce un esperimento su bambini di 4, 6 e 9 anni: gli si chiede di appoggiare dei blocchetti su un supporto metallico in modo da farli stare in equilibrio.

Ci sono 3 tipi di blocchetti:

  • simmetrici percettivamente e fisicamente;
  • simmetrici solo percettivamente (zavorra interna invisibile che fa pesare più un lato);
  • asimmetrici dal punto di vista sia percettivo che fisico (c’è una zavorra visibile da un lato).

I risultati misero in luce come a 4 e 9 anni i bambini hanno buone e simili prestazioni, mentre a 6 anni la prestazione è inferiore.

Sul piano comportamentale questo e altri fenomeni evolutivi si sono dimostrati seguire una curva a U. L’autore ne spiega quindi il significato sul piano rappresentazionale evidenziando come a 4 anni i bambini usano strategie per prove ed errori, con una procedura basata su prove ed errori, che non prevede l’utilizzo di una Teoria. Usano solo info dai dati osservabili e ogni blocchetto è classificato in modo indipendente e trattato come un problema nuovo. Il comportamento è guidato da rappresentazioni implicite e padronanza comportamentale.

A 6 anni i bambini fanno molti più errori e usano meno blocchetti. Il calo della prestazione è interpretato come conseguenza dell’esplicitazione (E1) del formato rappresentazionale: i bambini utilizzano una teoria, cioè che gli oggetti stanno in equilibrio secondo la teoria del centro geometrico, e ad essa si attengono, ignorando le informazioni che arrivano dall’ambiente. Quindi hanno meno blocchetti a disposizione. Le rappresentazioni sono esplicite e disponibili, ma semplici e ridotte. Quando una serie infinita di anomalie che non si adattano al modello teorico si ha una ridescrizione della teoria, sintesi di pensiero induttivo (esperienze accumulate fisicamente) e deduttivo.

A 9 anni: Vediamo un performance simile ai bambini di 4 anni, ma alla base c’è un pensiero totalmente diverso. I bambini hanno imparato ad utilizzare un pensiero deduttivo e induttivo (E2/E3) che tiene conto delle informazioni proveniente dall’ambiente, oltre ad avere solide conoscenze esplicite a guidarlo.

Il culmine del processo RR è la metacognizione, ovvero la capacità di osservarsi e riflettere sui propri stati mentali. Pianificare e Controllare la nostra abilità cognitiva, consapevoli dei nostri stessi limiti.

Essere consapevoli dei nostri limiti ci permette di mettere in atto strategie per massimizzare le nostre capacità. Essere consapevoli di ciò che pensano e provano gli altri rende le interazioni prevedibili e ci da la possibilità di vivere in comunità.

Riferimenti:

  • Lo sviluppo della mente umana, Cassia Valenza Simion, Il Mulino, 2012

Autore dell'articolo: Matteo Stievano

Dottore in Psicologia, laureato all'Alma Mater di Bologna.