NEGLECT – Cecità da Disattenzione

Che cos’è il NEGLECT ?

Il Neglect è una sindrome piuttosto grave, ma di notevole interesse, che consiste nella “cecità” da parte di chi ne è affetto per una metà del campo visivo, dovuta ad un disturbo dell’orientamento attenzione (e non ad un deficit sensitivo).

La “cecità” può essere rivolta anche al proprio corpo, con l’impossibilità di utilizzare un arto o entrambi nel lato affetto dalla menomazione (solitamente quello opposto all’emisfero cerebrale dove è avvenuta la lesione.

Ma da cosa è dovuto esattamente questo disturbo percettivo?

Che fine fanno le informazioni visive?

Ipotesi della selezione precoce: Questa ipotesi afferma che solo singole caratteristiche fisiche dello stimolo possono essere processate preattentivamente, senza l’intervento dell’attenzione selettiva. L’attenzione agirebbe come un filtro che esclude dal processamento la maggior parte delle informazioni relative allo stimolo.

Ipotesi della selezione tardivaPrevede che tutte le caratteristiche dello stimolo siano processate preattentivamente, senza l’intervento dell’attenzione selettiva, che agirebbe invece solo dopo, al momento della selezione della risposta.

Berti, Rizzolatti e coll.(‘92) – presentano, a pazienti affetti dal disturbo, disegni, in visione tachistoscopica (Viene generata una immagine per l’occhio desteo ed una per l’occhio sinistro ed un otturatore chiude alternativamente la vista di un occhio, mentre l’altro occhio visualizza l’immagine a lui dedicata.). I disegni potevano appartenere alla stessa categoria oppure no. In questo modo i ricercatori trovarono tempi di risposta più brevi quando la categoria era la stessa.

I pazienti elaborano almeno fino al livello della categorie di appartenenza.

→ Làdavas et al. (‘93) – Svolgno un esperimento simile, ma utilizzano parole. Vengono così rilevati tempi di risposta più rapidi quando le parole erano correlate.

Stimolo processato fino al livello semantico.

DISSOCIAZIONE TRA CONSAPEVOLEZZA DELL’IDENTITA’ DELLO STIMOLO E CONSAPEVOLEZZA DELLA SUA POSIZIONE

Gli esperimenti sopra citati dimostrarono in sintesi che lo stimolo veniva elaborato dai soggetti, i quali non erano, invece, in grado di elaborare le informazioni spaziali degli stessi.

La codifica dello spazio è prerequisito necessario perchè si abbia piena consapevolezza degli stimoli.

La conseguenza di ciò è che il paziente rimane inconsapevole dello stimolo che gli è stato presentato, anche se è possibile dimostrare, con prove indirette, che lo stimolo è stato comunque elaborato.

Riferimenti:

  • Neuropsicologia, 2014, Làdavas, Berti

 

Autore dell'articolo: Matteo Stievano

Dottore in Psicologia, laureato all’Alma Mater di Bologna.